Strage Viareggio, condanne confermate per Moretti & c.

 

Riccardo Chiari, FIRENZE, 21.06.2019, “Il Manifesto”

 

Insicurezza ferroviaria. Anche per i giudici d'appello il disastro del 29 giugno 2009 fu la conseguenza di tutta una serie di negligenze, di imprudenze, e di inadeguate misure di sicurezza nell'intero sistema di trasporto delle merci pericolose. I familiari delle 32 vittime: "Un buon giudizio, finalmente dopo questa sentenza riusciremo a fare qualcosa per la sicurezza, sul lavoro e nei trasporti".

Familiari delle vittime in aula  

Familiari delle vittime in aula 

© Biagianti

 

Anche per i giudici di secondo grado la strage ferroviaria di Viareggio, costata la vita a 32 persone in molti casi dopo lunghe agonie, dolori inenarrabili a decine e decine di feriti, e tanto strazio ai familiari, fu la conseguenza di tutta una serie di negligenze, di imprudenze, e di inadeguate misure di sicurezza nell’intero sistema di trasporto delle merci pericolose. Così, a pochi giorni dal decimo anniversario del più grave disastro ferroviario della storia del paese, la terza sezione della Corte d’Appello di Firenze (Laura Masi, Anna Favi e Giovanni Perini) ha sostanzialmente confermato quanto deciso due anni e mezzo fa dal Tribunale di Lucca, condannando i vertici di allora del Gruppo Fs, di Rete ferroviaria italiana e di Trenitalia per omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario. Sette anni per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Fs e Rfi, sei anni per Michele Mario Elia, ex ad di Rfi, e per Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia.
Rispetto al processo di primo grado, chiuso con 23 condanne e dieci assoluzioni, il giudizio d’appello ha in parte limitato alcune responsabilità. E’ stato assolto Giulio Margarita, ex dirigente Rfi e oggi all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, e sono stati assolti altri quattro ex dirigenti di Rfi, Giovanni Costa, Giorgio Di Marco, Alvaro Fumi ed Enzo Marzilli. Assolto anche Uwe Koennecke, responsabile dell’Officina Jungenthal di Hannover, mentre è stato condannato a sette anni e tre mesi Joachim Lehmann, che era il supervisore alla sicurezza e che era stato assolto.
Ci sono stati anche alcuni sconti di pena, tenendo conto della prescrizione dei reati di incendio e lesioni colpose: sei anni per l’ex ad di Cargo Chemical, Mario Castaldo, e quattro anni per Francesco Favo, Daniele Gobbi Frattini, Emilio Maestrini di Trenitalia e Paolo Pizzadini di Cima Riparazioni. Ancora, condanne a otto anni e otto mesi per Rainer Kogelheide della Jungenthal e per Peter Linowski di Gatx Rail Germania; otto anni per Johannes Mansbarth, ex ad di Gatx Rail Austria e Roman Mayer di Gatx Austria; sei anni e dieci mesi per Andreas Schroter, Uwe Kriebel ed Helmut Brodel, tutti di Jungenthal.
Sul fronte societario, per i reati in materia di sicurezza sul lavoro è stata confermata l’assoluzione per la holding Fs, per Fs Logistica e per Cima Riparazioni, mentre sono state confermate le condanne per Rfi e Trenitalia, e per Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania e Jungenthal.
In aula, sempre presenti alle 32 udienze del processo d’appello, così come alle 145 udienze del primo grado (tre anni di processo, quattro di indagini preliminari) si sono abbracciati commossi i familiari delle vittime, con le 32 magliette con i volti dei loro cari posate su 32 sedie vuote. Fra loro Claudio Menichetti: “Siamo arrivati a un buon giudizio – ha commentato – finalmente dopo questa sentenza riusciremo a fare qualcosa per la sicurezza. Perché è fondamentale che dopo Viareggio venga garantita la sicurezza, sul lavoro e nei trasporti”.
In attesa delle decisioni della Cassazione, con i difensori degli imputati che hanno già annunciato ricorsi su ricorsi, tra i momentanei vincitori del processo non si possono dimenticare gli investigatori della Polfer, Angelo Laurino, Paolo Cremonesi e Lorena La Spina, il ct della procura lucchese Paolo Toni, i due pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, con quest’ultimo applicato in appello al fianco del sostituto pg Luciana Piras, il ferroviere Riccardo Antonini scandalosamente licenziato perché consulente di parte, e l’ex procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, che con i suoi sostituti aveva firmato le 95mila pagine della pubblica accusa. Un approfondito j’accuse sulle scarsissime misure di sicurezza nella circolazione delle merci pericolose lungo i binari italiani. Perché quella notte del 29 giugno 2009 circolava, a gran velocità, un treno mal revisionato e carico di sostanze pericolose, il merci Trecate-Gricignano, composto da 14 carri cisterna contenenti gpl, il cui deragliamento alla stazione di Viareggio a causa della rottura di un assile provocò lo squarcio di una cisterna, e l’immane esplosione che devastò un intero quartiere della città toscana, perla della Versilia.

 

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Dal web: iltirreno.gelocal.it

Migliaia di persone in corteo per il decennale della strage di Viareggio

Partecipazione record alla manifestazione per i dieci anni dell'incidente ferroviario in cui sono morte 32 persone

 

29 GIUGNO 2019 

VIAREGGIO. Una città intera si è fermata. Silenziosa. Migliaia di persone si sono unite al corteo commemorativo della strade di Viareggio. Una partecipazione come non mai finora. Una grande folla è partita alle 20,45 al Palazzetto dello sport per snodarsi lungo tutti i punti significativi della città. Un momento speciale per tutta la cittadinanza: dieci anni fa precisamente il treno merci carico di gpl è esploso in via Ponchielli uccidendo 32 persone. I familiari delle vittime della strage in testa e quelli delle altre stragi d’Italia, gente comune, rappresentanti dei Comuni e delle istituzioni locali, con i gonfaloni a favore di vento. E poi ancora tante associazioni. 

 

Dieci anni fa, il 29 giugno 2009, alle 23:50, un treno carico di gpl deragliava alla stazione di Viareggio (Lucca). Da una cisterna squarciata fuoriuscì il gas che innescò un'esplosione. Le fiamme inglobarono strade e case vicine alla ferrovia. Le persone bruciarono nei propri letti. Alla fine i morti furono 32. Tra questi 4 minori e 4 ventenni. Altri sono rimasti ustionati a vita. Un anziano, non aggiunto alla lista ufficiale dei decessi, è morto d'infarto.



Le vittime


Rosario Campo, 42 anni, falegname, fu polverizzato mentre passava in motorino a 300 metri dalla stazione. Lo stesso è accaduto ad Antonio Farnocchia, 51 anni, che camminava sulla passerella sopra i binari per andare al lavoro. Era panettiere e padre di due figli. Le fiamme hanno sterminato intere famiglie in un colpo solo: gli sposi Elena Iacopini e Federico Battistini, 32 anni, e i genitori di lei, Emanuela Milazzo, 63, e Mauro, 60. Sara Orsi, 24 anni, giocava a carte sul letto con l'amica e collega Emanuela Menichetti, 21 anni (insieme avevano aperto un'agenzia immobiliare) quando arrivò l'esplosione, che portò via anche la madre di Sara, Roberta Calzoni, 54 anni. Luca Piagentini, 4 anni, è morto carbonizzato in auto, dove i genitori l'avevano messo per fuggire. Con lui non ce l'hanno fatta il fratello Lorenzo, 17 mesi, e la mamma Stefania Maccioni, 40 anni. Solo il primogenito Leonardo, oggi 13 anni, è rimasto illeso, protetto da un materasso che gli era piombato addosso. Il papà Marco, 45 anni, è tornato ad abbracciarlo dopo 6 mesi passati in ospedale a Pavia, con ustioni riportate sul 95 per cento del corpo. Il volto ancora segnato, oggi combatte per la sicurezza in ferrovia. Hamza Ayad, 16 anni, aveva un cuore di leone: riuscì a emergere dalle macerie e tornò tra le fiamme a cercare la sorellina Iman, 3 anni. Soffocato dal gas, svenne prima di poterla salvare. Sono morti entrambi, insieme ai genitori Aziza e Mohammed, 46 e 51. Degli Ayad si è salvata solo Ibitzen, oggi 26 anni. Ana Habic, 42 anni, fu assalita dalle fiamme con in mano la maniglia, mentre usciva per cercare aiuto per il suo assistito, Mario Pucci, 90 anni. Si trovavano in via Ponchielli per pochi giorni, il tempo di ristrutturare casa, Nadia Bernacchi e Claudio Bonuccelli, 59 e 60 anni, anche loro nel conto delle vittime. Alla lista vanno aggiunte le sorelle Ilaria e Michela Mazzoni, 36 e 33 anni, Magdalena Cruz Ruiz Oliva, 40 anni, Alessandro Farnocchia e Marina Galano, 45, Maria Luisa Carmazzi e Andrea Falorni, 49 e 50 anni, Abdellatif e Nouredine Boumalhaf, 34 e 29 anni, Rachid Moussafar, 25, e Angela Monelli, un'anziana stroncata da un infarto. L'ultima a morire è stata Elisabeth Silva, 36, che lottò per 6 mesi in ospedale.